Energy Update #1: il bilancio elettrico 2025
Nel 2025 solare ed eolico superano per la prima volta i fossili nella produzione elettrica europea. Ma il vero passaggio non è più tecnologico: è sistemico, e si gioca su reti e accumuli.
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Il 2025 è un anno cruciale per il sistema elettrico europeo. Secondo i dati Ember pubblicati nell’European Electricity Review 2026, il solare ha registrato la crescita più significativa nella produzione dell’Unione Europea, aumentando del 20% rispetto al 2024. Nello stesso periodo i dati ACEA evidenziano che il 27% delle auto immatricolate in UE nel 2025 ha una connettività elettrica, una quota equivalente a quella dei veicoli alimentati esclusivamente a benzina: è la prima volta che succede.
Il quadro europeo: un passaggio storico
Nel 2025 solare ed eolico insieme hanno superato i combustibili fossili nella produzione elettrica dell’Unione Europea per la prima volta. È una soglia insieme simbolica e strutturale: segna l’ingresso della transizione energetica in una fase di maturità.
I dati Ember sulle variazioni di produzione rispetto all’anno precedente mostrano un quadro chiaro:
- solare: +62 TWh
- gas: +34 TWh
- carbone: -14 TWh
- idroelettrico: -43 TWh
- nucleare: +3 TWh
Il solare emerge come la tecnologia più dinamica del mix europeo, con un tasso medio di crescita annuo del 21% negli ultimi cinque anni. Questo ritmo di sviluppo sarebbe teoricamente compatibile con una completa decarbonizzazione del settore elettrico europeo entro dieci anni. Un risultato di questa portata richiederebbe però forti investimenti in reti e sistemi di accumulo, indispensabili per gestire una quota così elevata di produzione solare.
I dati sulle installazioni monitorati da Solar Europe indicano tuttavia una difficoltà a mantenere questi ritmi. Nel 2025, per la prima volta in dieci anni, le nuove installazioni di impianti solari nell’UE non sono cresciute, e potrebbe essere necessario attendere il 2029 per tornare ai 65 GW installati nell’anno.
L’energia elettrica prodotta alimenterà sempre più il settore della mobilità. Nel 2025, secondo i dati ACEA, poco più di una nuova auto su quattro è plug-in o completamente elettrica, raggiungendo una quota equivalente a quella dei veicoli esclusivamente a benzina. Il diesel resta stabile al 9% delle immatricolazioni, mentre i veicoli ibridi con batteria piccola, non ricaricabili, rappresentano il 35% del totale.
Uno scenario che va oltre l’Europa
Il trend europeo si inserisce in un contesto globale coerente. L’International Energy Agency prevede che entro il 2026 le rinnovabili superino il carbone come principale fonte elettrica mondiale, trainate da fotovoltaico ed eolico. L’auto elettrica, grazie in particolare al ruolo della Cina, rappresenta una nuova auto su quattro anche a livello globale. L’Europa, in questo senso, anticipa una traiettoria che sta diventando strutturale su scala mondiale.
Dalla produzione al sistema
L’aspetto più rilevante del bilancio 2025 non riguarda solamente la quantità di nuova energia rinnovabile prodotta, ma il modo in cui il sistema elettrico si sta trasformando per integrarla.
La crescita del solare pone sfide specifiche: gestione della variabilità, integrazione nelle reti, flessibilità del sistema, ruolo degli accumuli. La transizione entra così in una fase sistemica: non più solo espansione tecnologica, ma progettazione dell’architettura del sistema elettrico.
Gli accumuli elettrochimici, oggi dominati dalle batterie al litio, stanno assumendo un ruolo centrale nei piani di investimento. Secondo Benchmark Mineral Intelligence sono stati installati circa 315 GWh nei mercati dei sistemi di accumulo in batterie, sia su scala di rete sia residenziali, con una crescita di quasi il 50% su base annua. Le previsioni per il 2026 indicano un’altra forte espansione, con oltre 450 GWh di nuova capacità pronta a entrare in esercizio, e diversi mercati europei stanno aumentando i propri piani di accumulo.
Il caso Italia: solare e storage come leva strategica
Nel contesto europeo l’Italia si colloca in una posizione particolare. Il solare è la tecnologia con la crescita più rapida in termini di nuova capacità installata, con una produzione fotovoltaica nel 2025 superiore del 24% rispetto all’anno precedente. Il dato riflette però anche uno sviluppo partito più lentamente rispetto ad altri paesi europei.
La transizione verso l’auto elettrica è ancora più lenta: secondo i dati ACEA solo il 6% delle immatricolazioni del 2025 è completamente elettrico, mentre metà dei paesi europei registra quote superiori al 18%.
L’elemento distintivo italiano è lo sviluppo dello storage. L’Italia supera la soglia dei 5 GWh di progetti attesi nel 2026, confermando il proprio ruolo di mercato strategico per la crescita dell’accumulo. Secondo Ember è tra i leader europei per capacità di batterie su scala industriale, con circa 1,9 GW già operativi e una pipeline superiore ai 10 GW. Questo rende l’Italia uno dei laboratori più interessanti per la nuova fase della transizione: quella in cui le rinnovabili possono essere supportate nella loro crescita dagli accumuli, diventando infrastruttura portante del sistema.
In breve
La crisi energetica che ha attraversato il continente europeo ha contribuito ad accelerare le installazioni solari. Oggi quella crisi non sembra più essere percepita dal mercato con la stessa urgenza, e il risultato è un rallentamento delle installazioni fotovoltaiche accompagnato da una crescita parallela degli accumuli, altro mercato in forte espansione insieme all’auto elettrica, protagonista naturale del prossimo ciclo della transizione energetica.
Queste tappe, in momenti e con intensità diverse, caratterizzano il mutamento del sistema elettrico globale, dall’Australia alla California, dalla Cina al continente africano. Nuove sfide geopolitiche giocheranno un ruolo nella transizione energetica del 2026, ma un elemento appare certo: la transizione è sempre meno emergenziale e sempre più strutturale.
Fonti: Ember – European Electricity Review 2026; ACEA – European Automobile Manufacturers’ Association; International Energy Agency – Renewables 2025; Solar Europe – EU Solar Market Outlook 2025-2030; Benchmark Mineral Intelligence.
Nicolò Golinucci PhD è cofondatore e amministratore di eNextGen, spin-off ufficiale del Politecnico di Milano che quantifica la sostenibilità rendendola un vantaggio competitivo per le imprese.